Questa è l’ Italia voluta da Berlusconi e consacrata da Renzi

 

Renzi ottiene la sua grande vittoria cacciando Marino, reo di aver speso poche migliaia di Euro del Comune. Ma intanto ha secretato la lista dei 101 dirigenti che si sono mangiati la città con Mafia Capitale CHE SONO ANCORA TUTTI AL LORO POSTO !! Ce lo spiega Marco Travaglio.

 

Magna Capitale di Marco Travaglio

Se il compito dei giornalisti, come ritengono molti colleghi e qualche lettore-tifoso, fosse quello di trascrivere le verità ufficiali, oggi diremmo che il “caso Marino”è giunto finalmente al suo giusto epilogo: un sindaco tutto sommato onesto, ma incapace e pasticcione, travolto da uno scandalo non gravissimo ma comunque imbarazzante, va a casa per aver perduto la fiducia del partito, della giunta, della maggioranza e di parte degli elettori, rimpiazzato da un commissario prefettizio che governerà Roma con la massima correttezza ed efficienza in attesa delle elezioni. Ma il nostro compito è guardare dietro le verità ufficiali,vedi mai che nascondano altro.  

Poi, giusto 12 ore dopo le dimissioni di Marino, Renzi annunciò l’arrivo di mezzo miliardo di euro per Roma. Che strano, vero?   3) Il passaggio democratico in Consiglio comunale avrebbe consentito un’operazione verità su quello che non è il “caso Marino”, ma il “caso Pd & centrodestra”, dove nessuno è innocente tranne chi non ha mai governato. Anche in questi ultimi due anni e mezzo, Marino non ha mica governato da solo. Se Roma è passata dal malgoverno del centrosinistra e poi di Alemanno (i protagonisti di Mafia Capitale) al non-governo di Marino, non è soltanto colpa sua. Nella sua giunta sedevano uomini di tutte le correnti del Pd e Sel, compresi ultimamente gli orfiniani, cioè renziani, Causi ed Esposito. Il Pd ha votato tutte le scelte di Marino fino all’altroieri. E se non è stato spazzato via da Mafia Capitale è proprio perché Marino – stavolta da solo – non c’entrava. Ora sarebbe interessante conoscere la relazione della Commissione d’accesso prefettizia su Mafia Capitale consegnata a Gabrielli e Alfano e subito segretata, con i motivi per cui il Comune andava sciolto per mafia e i nomi dei 101 dirigenti e funzionari coinvolti che nessuno ha allontanato: li avrà messi lì Marino o le giunte precedenti? Sarebbe seccante se, via Marino, quei 101 restassero. Che aspetta il governo a divulgare il documento, e soprattutto a rimuovere le vere mele marce dal Campidoglio? E, già che ci siamo, a cacciare i sottosegretari indagati De Filippo, Vicari e Castiglione? Come diceva Longanesi, “meglio assumere un sottosegretario che una responsabilità”.   4)In questo giochino ipocrita dell’“io non c’ero e, se c’ero, dormivo” spicca la Curia romana, che ha ripreso a impicciarsi come ai bei tempi del Papa Re. Non tanto per la smentita del Papa sull’invito a Marino a Philadelphia, che appartiene alla spontaneità del personaggio.

da Il Fatto Quotidiano del 31/10/2015.

 

Sabella: “Mafia Capitale, nascosta la lista dei 101” di GIAMPIERO CALAPÀ

L’ex assessore alla Legalità: “Da luglio chiedo la relazione sui dirigenti. Invano”.

È tra questi 101 che c’è “il milieu di amministratori e funzionari pubblici – come riportato nella relazione della commissione d’accesso – che sono stati funzionali ai disegni di infiltrazioni di Mafia Capitale”.Sonoancoratuttioquasiai loropostinell’amministrazione capitolina, mentre il sindaco “accoltellato” Ignazio Marino si alza e se ne va dal Campidoglio. I nomi della carica dei 101 sono elencati tutti, per filo e per segno, nella relazione consegnata dalla commissione d’accesso (prefetto Marilisa Magno,viceprefetto Enza Caporale e dirigente del Ministero dell’Economia Massimiliano Bardani) al prefetto di Roma Franco Gabrielli il 16 giugno 2015, dopo un lavoro di ispezione cominciato a metà dicembre 2014.  

“MI AVREBBE fatto comodo conoscere quei nomi – si sfoga l’ormai ex assessore alla Legalità Alfonso Sabella alle prese con gli ultimi scatoloni in ufficio –, bastava desecretare alcune parti della relazione, l’ho chiesto pubblicamente già a luglio, senza essere ascoltato. La commissione d’accesso era una macchina da guerra che ha lavorato per mesi. Io qui da solo, senza finanzieri a disposizione,a cercare di intuire quali potevano essere i pezzi cangerogeni, li ho ruotati: ma cosa cambia se togli uno da Ostia e lo metti ai Musei Capitolini? Altre cose le ho scoperte da solo”. Le 834 pagine della relazione arrivano sul tavolo del prefetto Gabrielli il 16 giugno 2015. È sempre il 16 giugno, tarda sera, quando il premier Matteo Renzi da Porta a Porta su Rai1 fa sapere che “il governo non commissarierà Roma per mafia”. Senza aspettare il giudizio di Gabrielli sulla relazione, poi presentato al Viminale l’8 luglio. Eppure la commissione Magno scriveva che “il condizionamento mafioso si è realizzato secondo schemi e copioni non intaccati dal cambio di amministrazione”. Per Gabrielli non sarà così: la proposta fatta al ministro Angelino Alfano rileva la discontinuità tra un’amministrazione e l’altra. E qui Sabella si trova d’accordo:“Deve far fede una sentenza della Cassazione già nero su bianco che chiarisce – spiega l’ex magistrato di Palermo – come con Marino ha resistito solo la parte deicorruttori e non quella mafiosa, che noi abbiamo arginato. In Campidoglio la mafia oggi non c’è più. La corruzione? Sì, quella non ci hanno dato modo di debellarla:ho visto la merda ma non ho potuto estirparla”. E si ritorna alla carica dei 101. Ma non basta, perché tra questi c’è una ancor più “sporca dozzina” di dirigenti e funzionari in servizio poi segnalati (anche se non è detto che siano indagati) all’amministrazione capitolina dal Viminale dopo la deliberazione del Consiglio dei ministri che decise, il 27 a- gosto, di commissariare solo un pezzo di Roma,quella Ostia in mano alle mafie e ai balneari del lungo muro.

da il Fatto Quotidiano del 31/10/2015

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