Truffa sui rimborsi, il Parlamento presenta il conto alla Lega – E tra quelli che si sono messi soldi in saccoccia spuntano i nomi di Maroni e Salvini!!

 

Le ultime carte depositate da Camera e Senato tirerebbero in causa anche la segreteria di partito di Salvini e Maroni Il conto presentato da Camera e Senato alla Lega si fa ancora più salato: non più 40 milioni di euro, bensì 59. E’ quanto il partito di Matteo Salvini deve restituire allo Stato per la truffa di Bossi e Belsito sui rimborsi elettorali. I fondi destinati al finanziamento della Lega furono utilizzati a favore della famiglia di Senatur Umberto in diverse occasioni, come nel caso della laurea da 77 mila euro “conseguita” dal figlio Renzo, detto “Il Trota”. Dal processo contro Bossi senior e l’ex tesoriere della Lega – che riprende oggi a Genova – spuntano delle carte scomode depositate dal Parlamento: parte dei rimborsi elettorali sarebbero stati incassati dalla Lega anche dopo lo scandalo del 5 aprile 2012, data in cui l’inchiesta “The family” defenestrò il fondatore del partito. Si tratterebbe di circa 13 milioni di euro incassati dalla Lega sotto la segreteria retta da Roberto Maroni, e di 820 mila euro riscossi durante la segreteria Salvini. Sia il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, sia il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, erano al corrente della truffa dei lumbard. Resta da capire perché quei soldi siano stati incassati anche dopo che lo scandalo

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